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CENTRO STUDI UNIVERSITARIO - RECUPERO DEBITI FORMATIVI e ANNI SCOLASTICI

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Agostino (Tagaste, 354 - Ippona, 430)

Sant'Agostino: Filosofo, Teologo e Precursore della Pedagogia

Agostino (354-430 d.C.) è riconosciuto come uno dei maggiori esponenti della filosofia cristiana e si colloca agli albori della pedagogia. Il suo pensiero è caratterizzato dalla fusione tra la dottrina cristiana e le filosofie classiche, in particolare il platonismo, un'influenza che si estese fino all'Umanesimo.

La Teoria dell'Illuminazione Divina (Luce e Intelletto)

Al centro della sua riflessione filosofica vi è... continua a leggere

24 CFU

  • Jean-Ovide Decroly (Ronse, 1871 - Ukkel, 1932)
Uno dei maggiori fautori dell'attivismo europeo, Decroly parte dai bisogni del fanciullo per impostare il suo impianto pedagogico, con un approccio che riprende il funzionalismo. Tali bisogni sono suddivisi in soggettivo-psicologiche (nutrirsi, difendersi, ...) e oggettivo-sociali, legati all'ambiente che lo circonda. Da ciascun bisogno nasce un interesse, e risulta pertanto fondamentale impostare la didattica intorno ai centri di interesse del bambino.
Altro elemento essenziale della didattica di Decroly è l'ambiente, e in tal senso diventa fondamentale impostare il programma educativo a contatto con la natura piuttosto che nell'ambiente artificiale della città.
L'attività didattica si svolge attraverso tre fasi: osservazione, associazione, espressione.
Sempre a partire dal centro di interesse come catalizzatore di contenuti, Decroly ritiene che i concetti e le idee vadano presentati in modo globale, in quanto presentare la conoscenza nelle componenti essenziali, che non trovano riscontro nella realtà, risulterebbe demotivante per il bambino.
  • Maria Montessori (Chiaravalle, 1870 - Noordwijk, 1952)
Mettendo insieme positivismo, funzionalismo e le convinzioni pedagogiche di Rousseau e Fröbel, Maria Montessori rielabora una originale prospettiva nell'ambito dell'attivismo pedagogico, definita metodo Montessori. Le abilità del bambino vanno sviluppate, secondo la pedagogista, nell'ambito di quattro attività (disegno, aritmetica, scrittura, lettura) che la studiosa definisce la quadriga trionfante delle conquiste intellettuali del bambino.
Un aspetto specifico di questa didattica è costituito dall'ambiente, che viene ricreato a misura di bambino (Casa dei Bambini), così come i materiali didattici, per i quali ogni aspetto è curato al fine di motivare, incuriosire e stimolare il bambino.
All'interno degli asili montessoriani è prevista la figura del maestro, che deve avere prettamente il ruolo di un direttore, così da assicurarsi che i bambini svolgano le attività secondo le regole prestabilite.
A proposito della forte tendenza della mente del bambino di assorbire nuove informazioni provenienti dalle esperienze, la Montessori parla di mente assorbente, che caratterizza la fascia di età tra 0 e 3 anni. Il periodo successivo, fino ai 6 anni, alle caratteristiche, in parte conservate, della mente assorbente, si affiancano quelle della mente cosciente.
  • John Dewey (Burlington, 1859 - New York, 1952)
Il maggiore esponente dell'attivismo, Dewey è convinto del valore didattico dell'esperienza.
Il compito della scuola nella società democratica è quello di preparare alla vita ponendosi essa stessa come vita.. Avvicinando lo studente al lavoro, essa favorisce l'apprendimento di esperienze che abbiano effettiva utilità sociale.
L'educazione si pone alla base del sistema democratico, e il rapporto esistente tra queste si traduce concretamente nell'interazione tra scuola e società.

Étienne Bonnot de Condillac (Grenoble, 1715 - Beaugency, 1780)

 Ritenendo le sensazioni l'unica vera fonte primaria di conoscenza, ha ripreso in pieno il pensiero di Locke.

Il lavoro più significativo di Condillac, da cui affiora questa prospettiva, è il Trattato delle sensazioni del 1754, dal quale emerge quello che viene definito il Sensismo di Condillac. Il discente deve giovarsi di un'educazione pratica e operativa, che può approfondire tramite in cinque sensi, in maniera graduale e progressiva.

Dal punto di vista politico e sociale, Condillac ritiene che la scuola debba essere statale, e che debba progressivamente essere sottratta ai religiosi.

John Locke (Wrington, 1632 - Oates, 1704)

John Locke è considerato uno dei principali esponenti dell'empirismo, corrente filosofica nata in Inghilterra nella metà del '600 e basata sul concetto fondamentale che la conoscenza avviene tramite l'esperienza.

La sua vita fu legata alle alterne vicende del suo protettore, il conte Ashley Cooper. Quando questi fu esiliato, decise di rifugiarsi in Olanda scegliendo questa via volontariamente piuttosto che correre il rischio di essere a sua volta esiliato. I suoi viaggi sono legati unicamente alla sua figura di ambasciatore. Il suo empirismo, a difesa della scienza, base per l'Illuminismo, mira a dimostrare che Dio non esiste, pur non dichiarandolo apertamente, come invece Kant.

Dell'Illuminismo egli fu considerato uno dei precursori, in quanto ne anticipa alcune idee: è nel suo Saggio sull'intelletto umano del 1690 che Locke afferma che la conoscenza proviene soprattutto dall'esperienza.

L'ideale pedagogico di Locke è espresso nell'opera Pensieri sull'educazione, dove il filosofo propone un'istruzione individualizzata, in quanto più incisiva e controllabile, che può iniziare relativamente presto, in quanto il bambino è già un essere pensante dotato di un proprio bagaglio di esperienze. Il precettore deve instaurare con il discente un rapporto di autorità, ma evitando punizioni o atteggiamenti repressivi. 

Interessante la proposta di Locke per l'educazione delle classi proletarie e poco facoltose: per esse egli suggerisce delle Working Schools, ovvero delle scuole che possano avviare alla vita lavorativa, prevenendo al contempo la delinquenza e il vagabondaggio.

La finalità dell'educazione è quella di formare un uomo virtuoso. Dal momento che per Locke l'intelletto fa dell'uomo una creatura razionale, la virtù consiste nella capacità dell'uomo di agire razionalmente.

24 CFU

  • Capitolo 3 - Gli influssi romantici in pedagogia

  • 3.2. Johann Heinrich Pestalozzi (Zurigo, 1746 - Brugg, 1827)
Proiettando in ambito romantico l'idea dello stato naturale di Rousseau, Pestalozzi definisce un metodo educativo originale. La sua vita è stata contraddistinta da alcune iniziative tese a favorire l'educazione delle classi sociali più deboli.
L'educazione deve risvegliare, nel pensiero di Pestalozzi, gli aspetti morali della natura umana, e a questo scopo lo sviluppo umano deve attraversare tre fasi: lo stato di natura, lo stato sociale, lo stato morale.
Il pedagogista propone un metodo di educazione definito elementare, perché fondato su una dialettica che mira alla comprensione degli elementi costitutivi del sapere.
Come approccio basilare alla conoscenza, Pestalozzi elabora il metodo intuitivo, che parte dall'intuizione condotta a partire dall'esperienza concreta verso la formulazione delle leggi.
  • Friedrich Wilhelm August Fröbel (Oberweißbach, 21 aprile 1782 – Marienthal, 21 giugno 1852)
Partendo da alcune idee mutuate da Pestalozzi, Fröbel giungerà a metodi educativi originali. Nel 1837 fonda un istituto scolastico per bambini al di sotto dei sei anni di età, appartenenti alle classi sociali più svantaggiate: per questa struttura conierà il termine kindergarten, che tuttora viene associato alla sua didattica.
Nell'impianto didattico di Fröbel, concentrato principalmente sul periodo dell'infanzia, assume un ruolo fondamentale il gioco, che deve mirare a convogliare armonicamente le tre aree di forza (fisica, morale, intellettiva) del bambino, così da non far predominare nessuna sulle altre. 
Particolari strumenti con i quali è possibile condurre un gioco vengono denominati doni, mentre le attività nelle quali si compone o costruisce un oggetto vengono definite occupazioni.
Fondamentali le attività svolte in giardino, che mirano ad avvicinare il bambino a Dio, in quanto creatore della natura (idea ripresa dalla Montessori).
  • Johann Friedrich Herbart (Oldenburg, 1776 - Gottinga, 1841)
Herbart considera la pedagogia come una scienza autonoma, che ha come fine ultimo la formazione morale dell'allievo.
Il percorso che educa alla morare deve attraversare tre tappe: piano di governo (in cui l'educatore ha un ruolo preponderante), piano di istruzione (in cui il docente propone una didattica che stimoli l'interesse dell'allievo e miri a far maturare idee e giudizio morale propri) e autogoverno (intesa come sintesi tra volontà e giudizio).
La programmazione dell'insegnamento si delinea, secondo il filosofo, in momenti detti gradi formali (chiarezza, associazione, sistemazione).

  • Capitolo 4 - Le scuole nuove e l'attivismo

  •  4.1. Il funzionalismo
Padre del funzionalismo è considerato lo psicologo americano William James (1842-1910). Egli afferma che la mente è caratterizzata da un susseguirsi continuo di esperienze, che definisce flusso di coscienza. Dal momento che tali esperienze causano un susseguirsi di mutamenti, non ha senso rappresentare analiticamente la struttura mentale, obiettivo dello strutturalismo, ma più che altro è necessario chiedersi quale sia la finalità dei processi psichici e come essi avvengano.
In ambito psicologico, il funzionalismo trova la sua formulazione più completa nella Scuola di Chicago, formatasi intorno al 1930 negli ambienti universitari dell'omonima città. Alla scuola di Chicago possiamo ricondurre studiosi come John Dewey, James Rowland Angell e Edouard Claparède.

  • 4.2. L'attivismo
Tra la fine dell'Ottocento e gli inizia del Novecento si diffondono in Europa e negli Stati Uniti le new school, che solo più tardi, nel 1917, saranno denominate per la prima volta scuole attive da Ferrière, il quale ne delineerà anche i principi fondamentali: puerocentrismo, cooperazione, centralità dell'ambiente di apprendimento.
Dalla formalizzazione delle scuole attive nasce l'attivismo, i cui maggiori esponenti sono Claparède, Decroly, Montessori e Dewey.
  • Edouard Claparède (Ginevra, 1873 - 1940)
Claparède studia le tappe evolutive del bambino alla luce del funzionalismo, individuando sei leggi di sviluppo funzionale: successione genetica, esercizio funzionale, esercizio genetico, adattamento funzionale, autonomia funzionale, individualità. Tali leggi sottolineano come interessi e bisogni siano all'origine dell'attività del bambino. A tal proposito, Claparède individua due particolari attività che attraggono l'interesse del bambino in maniera naturale: il gioco e l'imitazione.
Il processo educativo all'interno della scuola attiva delineata da Claparède attraverserà tre tappe: suscitare l'interesse, proporre attività, convergere l'attività verso il fine educativo.
Sulla base dell'interesse, Claparède distingue cinque periodi nel processo evolutivo del bambino, che si conclude con l'età adulta, coincidente con il periodo lavorativo.
Dal punto di vista dell'organizzazione scolastica, la sua idea prevede una Scuola su misura, in cui si possa garantire un apprendimento individualizzato, che tenga conto delle specificità di ciascun alunno.

Decroly

Maria Montessori

Dewey

La pedagogia e l'Illuminismo

La pedagogia dell'Illuminismo

 Il modello educativo di John Locke, Condillac, Condorcet e G.B. Vico

Jean-Jacques Rousseau

La pedagogia dell'Illuminismo

Nel modello illuminista, l'educazione deve partire dallo studio della realtà, così da poterne descrivere i meccanismi che la regolano e le leggi che la governano. Essa deve essere fornita al maggior numero di persone e rappresenta uno strumento nelle mani della borghesia, che le permetta di realizzare una società moderna.

Jean-Jacques Rousseau (Ginevra, 1712 - Ermenonville, 1778)

Nel Discorso sulle scienze e sulle arti (1750), introduce il concetto di stato naturale, sostenendo come il progressivo avanzare della cultura abbia distaccato l'uomo da una situazione idilliaca senza dare un reale giovamento alla condizione umana.

L'Emilio o dell'educazione (1762) riporta l'ideale educativo dell'autore. Qui egli parla di educazione naturale, in quanto si evidenzia la contrapposizione tra stato naturale dell'uomo e civiltà.

In particolare, viene introdotto il concetto di educazione negativa che vede l'educatore come strumento di rimozione degli elementi potenzialmente dannosi alla formazione del discente. Compito del precettore è quello di mettere il fanciullo nelle condizioni di compiere esperienze.

Altro concetto fondamentale è quello della progressività dell'educazione. In questa prospettiva, bisogna tener conto del fatto che il fanciullo non è un adulto in miniatura, con capacità limitate da fattori di sviluppo, ma la sua mente ha una sua struttura peculiare, dotata di una struttura del tutto diversa. Su questi principi si fonderà l'attivismo.

Comenio (Nivnice, 1592 - Amsterdam, 1670)

La Pedagogia di Comenio: Base dell'Educazione Moderna

La pedagogia di Jan Amos Komenský (Comenio, 1592-1670) è considerata la base della pedagogia moderna, in quanto sposta il baricentro del processo educativo dalla centralità del maestro a quella dell'alunno, enfatizzando un metodo universale e naturale per insegnare tutto a tutti (Pansofia).

Jan Amos Komensky, più comunemente Comenio, è considerato uno dei maggiori pedagogisti dell'età moderna. Risentendo inevitabilmente dell'influenza della sua epoca, il '600, epoca del Metodo (si ricordino figure come Galileo e Cartesio), anche Comenio propone un metodo con il quale... continua a leggere

Emmi Pikler

Emmi Pikler: Pediatra e Pedagogista

Emmi Pikler (1902-1984) è stata una rinomata pediatra ungherese e pedagogista, nota per il suo approccio innovativo allo sviluppo e alla cura dell'infanzia, sviluppato in particolare presso l'Istituto Lóczy di Budapest.

Principi Chiave

La sua idea-guida fondamentale è che lo sviluppo motorio non va visto come una progressione dall'incapacità alla capacità. Al contrario, Pikler riteneva che il bambino possieda una competenza innata a svilupparsi in modo armonioso e graduale.

I suoi principi chiave sono:

  1. Libertà di Movimento Autonomo: Sosteneva l'importanza di non interferire nello sviluppo motorio (ad esempio, non mettere il bambino seduto o in piedi se non lo ha raggiunto da solo), consentendogli di esplorare e muoversi liberamente al proprio ritmo.

  2. Relazione e Cura Rispettosa: Enfasi sulla creazione di un legame solido e rispettoso con l'adulto, specialmente durante i momenti di cura quotidiana (cambio, bagno, alimentazione), considerati occasioni essenziali di comunicazione e collaborazione.

  3. Gioco Ininterrotto e Piena Attenzione: Valorizzazione dell'attività autonoma del bambino e richiesta all'adulto di dedicare una piena attenzione durante le interazioni di cura.

Questi principi mirano a far crescere un bambino non solo sano fisicamente, ma anche autonomo, sicuro di sé e consapevole delle proprie capacità.

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