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CENTRO STUDI - DOPOSCUOLA - LEZIONI PRIVATE - RECUPERO ANNI SCOLASTICI

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Δηώ

Questo argomento può essere approfondito all'interno delle nostre lezioni.


ἐξέτι

avv. e pre. c. gen. sino da, da allora in poi.

Ricorrenze

  • ἐξέτι (Callimaco, Inni, II, 47): regge κείνου
Φοῖβον καὶ Νόμιον κικλήσκομεν ἐξέτι κείνου,/ἐξότ'...
Febo lo chiamiamo anche Nonno fin da questo,/da quando...

ἕρπω

vado a poco a poco, mi insinuo

Ricorrenze

  • ἕρπεν (Callimaco, Inni, V, 3): ad andare
ἁ θεὸς εὔτυκος ἕρπεν·
la dea è pronta ad andare;

Chi legge ερπει e chi (Wil.) ερπειν.

εὔτυκος: (è) pronta - agg. I cl. 2 term. 'ben fabbricato', 'pronto'

ὅρπηξ, ηκος, ὁ

e ὄρπ- pollone, rampollo, nuovo o giovane ramo

Ricorrenze

  • ὅρπηξ (Callimaco, Inni, II, 1): nom. sing. - Non è ben chiaro se si tratti di un ramo o di una pianticella. Possiamo definirlo 'arbusto'
Οἷον ὁ τὠπόλλωνος ἐσείσατο δάφνινος ὅρπηξ
Come ha vibrato l'arbusto di alloro di Apollo

Οἷον: come
ὁ: l'(arbusto)
τὠπόλλωνος: di Apollo - crasi ionica = τἀπόλλωνος = τοῦ Ἀπολλωνος
ἐσείσατο: ha vibrato
δάφνινος: (l'arbusto) di alloro
ὅρπηξ,: arbusto

πᾶς, πᾶσα, πᾶν

agg. tutto

Ricorrenze

  • πάντα (Callimaco, Aitia, IV, Pf. 110, 1): acc. masch. sing. 
Πάντα τὸν ἐν γραμμαῖσιν ἰδών ὅρον ᾖ τε φέρονται 
Avendo scrutato (colui che scrutò) in segni (linee) tutto quanto il limite estremo (la volta celeste) dove si volgono

γραμμαῖσιν è termine tecnico dell'astronomia per indicare i segni che formano un ideale reticolo geografico celeste o i segni che congiungono idealmente le stelle per formare le costellazioni.


ὅρον: limite estremo - è extremus ambiens 'involucro più esterno', cioè il cielo stellato, perché nella concezione geocentrica la sfera più esterna è quella delle stelle fisse.

Catullo traduce questo verso e i successivi: "Colui che scrutò tutte le luci del grande universo,/che conobbe il sorgere e il tramontare delle stelle,/come il fiammante bagliore del sole si eclissi,/come in certi tempi le costellazioni scompaiano,/come un dolce amore relegando trivia (= Diana = la luna)/di nascosto sotto le rupi Latmie la chiami giù dal suo aereo/percorso: quello stesso Conone nella luce celeste mi vuole,/(ricciolo) tagliato dalla testa di Berenice/che brillavo luminosamente [...]"

αἴθω

solo pres. e impf., accendo, infiammo.

Ricorrenze

  • ᾔθετο (Callimaco, Aitia, III, Pf. 67, 2): ind. impf. md. 3° sing.

ὁππότε καλῇ/ᾔθετο Κυδίππῃ παῖς ἐπὶ παρθενικῇ
allorché per la bella/fanciulla Cidippe il giovane ardeva d'amore.

ἐπιτρύζω

strido, canterello, canto, brontolo contro.

Ricorrenze

  • Callimaco, Aitia, I, fr. I,1 - ἐπιτρύζουσιν: ind. pr. att. 3° pl.
 ......]ι μοι Τελχῖνες ἐπιτρύζουσιν ἀοιδῇ
spesso] i Telchini mormorano contro di me relativamente al canto

Il verbo semplice τρύζω e i suoi composti indicano il mormorare e lo stridere, spesso con riferimento al mondo animale. Qui il verbo sembra alludere da un lato al carattere subdolo della critica dei Telchini, dall'altro al senso di superiorità che Callimaco prova nei loro confronti. Può anche esserci un riferimento all'insistenza degli avversari: dalla radice del verbo τρύζω, infatti, deriva la parola τρυγών, che designa la tortora, uccello di proverbiale loquacità. Questa considerazione potrebbe costituire un elemento a favore del supplemento πολλάκ]ι all'inizio del verso.

ὑψιβρεμέτης, ου, ὁ

Αltisonante

Sostantivo maschile di I declinazione.

Ricorrenze

  • Odissea, V, 4 - ὑψιβρεμέτης: nom. sing., app. di Ζεὺς.
ἐν δ'ἅρα τοῖσι/Ζεὺς ὑψιβρεμέτης
tra essi/Zeus altisonante

εἰμί

sono

Prima classe dei verbi in -μι (coniugazione atematica), temi senza raddoppiamento.

Ricorrenze

  • Odissea, VII, 232

πὰρ δέ οἱ Ἀρήτη τε καὶ Ἀλκίνοος θεοειδὴς/ἥσθην
vicino a lui Arete e Alcinoo simile a un dio/sedevano

Indicativo impf. 3° ps. du. (f.a.: ἤστην o ἤτην)

ἵνα

Ricorrenze:

  • Odissea, V, 2
ἵν'ἀθανάτοισι φόως φέροι ἠδὲ βροτοῖσιν·
affinché agli immortali recasse luce e ai mortali;

πρόφρων, ον

gen. -ονος, amabile.


Aggettivo di seconda classe, due terminazioni, tema in nasale -ν.


Ricorrenze:
  • Odissea, V, 8
μή τις ἔτι πρόφρων ἀγανὸς καὶ ἤπιος ἔστω
non più sia davvero amabile e mite

Nom. masch. sing., compl. pred. d. sogg. (βασιλεύς ἔστω π. un sovrano sia amabile).
Nel suo significato di amabile si rafforza con il successivo ἀγανὸς, amabile: davvero amabile.

    καθιζάνω

    καθ-ιζάνω, mi pongo a sedere, seggo, mi pongo

    Ricorrenze
    • Odissea, V, 3 - καθίζανον: ind. impf. attivo, 3° pl.
    οἱ δὲ θεοὶ θῶκόνδε καθίζανον
    e gli dei andarono a sedere in consiglio

    ὄρνυμι

    Sorgo

    Verbo della coniugazione atematica.

    Ricorrenze:
    • Odissea, V, 2
    Ἠὼς δ'ἐκ λεχέων παρ'ἀγαυοῦ Τιθωνοῖο/ὤρνυθ'
    Aurora dai letti presso l'illustre Titone/sorgeva

    Indicativo imperfetto md. 3° sing. (= ὤρνυτο, con θ perché seguito da spirito aspro).

    ἀγαυός, ή, όν

    Illustre.

    Aggettivo di I classe a due temi, tre terminazioni.

    Ricorrenze
    • Odissea, V, 1
    Ἠὼς δ'ἐκ λεχέων παρ'ἀγαυοῦ Τιθωνοῖο/ὤρνυθ'
    Aurora dai letti presso l'illustre Titono/sorgeva

    Genitivo maschile singolare, attributo di Τιθωνοῖο.

    λέχος, ους, τό

    Letto

    Ricorrenze
    • Odissea, V, 1
    Ἠὼς δ'ἐκ λεχέων παρ'ἀγαυοῦ Τιθωνοῖο/ὤρνυθ'
    Aurora dai letti presso l'illustre Titono/sorgeva

    Genitivo plurale retto da ἐκ, complemento di moto da luogo.

    Τελχίν, e Τελχίς, ῖνος, ὁ

    pl. Telchini, poi per malevolo, invidioso, cavillatore.


    Erano creature mitologiche, demoni simili a gnomi o troll, collocati nell'Egeo (per lo più a Rodi), dediti alla lavorazione dei metalli e alla magia, maligni e capaci di lanciare il malocchio sugli altri artigiani causando la cattiva riuscita degli oggetti lavorati. 

    Ricorrenze
    • Callimaco, Aitia, I, fr. I, 1 - Τελχῖνες: nom, pl.
     ......]ι μοι Τελχῖνες ἐπιτρύζουσιν ἀοιδῇ
    spesso] i Telchini mi mormorano contro il canto.

    Definendo Telchini i suoi avversari, Callimaco pone l'accento sulla loro invidia artistica.

    ἑγώ

    Pron. pers. enclitico 1° persona: io.

    Ricorrenze
    • Callimaco, Aitia, I, fr. I, 1 - μοι: dativo singolare
    μοι Τελχῖνες ἐπιτρύζουσιν
    i Telchini mormorano contro di me

    Il nesso μοι Τελχῖνες introduce l'accusa rivolta dai suoi avversari e avrà il suo pendant nel nesso Τελχῖσιν ἐγώ (vs. 7), che precede la risposta del poeta. Pf. dubita che per μοι e ἀοιδῇ possa trattarsi di doppio dativo in quanto, a suo parere, mancherebbero esempi di questa costruzione nella produzione callimachea. Ma ciò non è vero, e quindi è ammissibile il doppio dativo secondo lo σχῆμα καθ'ὅλον καὶ μέρος (schema retorico-sintattico per cui viene nominato nella stessa struttura contemporaneamente sia il tutto che la parte: μοι è il tutto e ἀοιδῇ la parte).
    Si potrebbe anche intendere come dat. di svantaggio ('a danno mio') o dat. etico ('a me').

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