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Visualizzazione post con etichetta Storia della letteratura greca - L'età ellenistica - Callimaco e la poesia elegiaca - Gli epigrammi. Mostra tutti i post
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Gli Epigrammi - Poeta cortigiano

A volte Callimaco assolve impeccabilmente al suo ruolo di poeta-cortigiano, cui l'innato senso dell'equilibrio e la vena garbatamente ironica impediscono però di cadere nel cattivo gusto e nella goffa enfasi adulatoria, come in questo epigramma dedicato a Berenice, alla quale era stata di recente innalzata una statua (LI):
  • Quattro le Cariti: un'altra si è aggiunta alle tre già famose,
  • e modellata appena, gronda ancora di unguenti.
  • È Berenice, colei che su tutte risplende beata: 
  • senza di lei le Cariti non sarebbero Cariti.

Gli Epigrammi - Epigrammi letterari

Particolarmente significativi, per la conoscenza della poetica callimachea, sono certi epigrammi di contenuto letterario, nei quali ritornano alcuni dei motivi polemici già visti in altre opere, come questa invettiva contro il poema tradizionale, gradito al facile palato delle masse (XXVIII, 1-4):
  • Odio il poema ciclico, né del sentiero
  • godo che molti qua e là conduce.
  • Odio pure l'amante che a tutti si dà, né da fonte
  • bevo: detesto quanto è grato al popolo.

Gli Epigrammi - Epigrammi erotici

Gli epigrammi erotici, composti con impeccabile maestria, lasciano talvolta il sospetto che le situazioni in essi evocate abbiano un certo grado di letterarietà, come avviene in questo παρακλαυσίθυρον ossia «(canto) dinanzi alla porta chiusa» (LXIII):
  • Così tu possa dormire, Conopio, come mi fai
  • dormire presso questa fredda soglia;
  • così tu possa dormire, o perfida, come al tuo amante
  • dai requie: neanche in sogno conosci la pietà!
  • Hanno pietà i vicini: tu neanche in sogno; ma bianca
  • presto ogni cosa a te ricorderà la chioma.
In altri casi il poeta, pur senza rinunziare ai suoi elaborati stilemi letterari, tra cui predominano similitudini e analogie, esprime in modo più sincero sentimenti ed esperienze personali (XXXI):
  • Il cacciatore, o Epicide, sui monti tutte le lepri 
  • insegue e l'orma di tutte le cerbiatte,
  • brina e neve soffrendo; ma quando qualcuno gli dice:
  • "Ecco una fiera colpita", non si sofferma a prenderla.
  • Anche se il mio amore è tale: inseguire la preda che fugge 
  • sa, ma si lascia indietro quella che viene a tiro.

Gli Epigrammi - Epigrammi funebri

Numerosi gli epigrammi di contenuto funerario, fra i quali merita di essere ricordato quello scritto per l'amico Eraclito (II):
  • Mi disse qualcuno, o Eraclito, della tua morte ed al pianto
  • mi spinse: e ricordai quante volte noi due
  • conversando portammo il sole al tramonto. E se tu (lo so bene),
  • ospite di Alicarnasso, sei da gran tempo polvere,
  • vivono i tuoi usignoli, sui quali colui che ogni cosa
  • ghermisce, Hades, non può stendere la sua mano.
In un altro, un epitimbio fittizio scritto per se stesso, il poeta elenca le cose per le quali vorrebbe esser ricordato, cioè la nobiltà  della stirpe battiade, la gloria del canto e la gioia del simposio (XXXV):
  • Del Battiade vicino alla tomba tu passi, che il canto
  • bene conobbe e l'arte di mescer riso al vino.

Gli Epigrammi - Varietà di tematiche

Gli argomenti sono quelli consueti nella tradizione del genere: amorosi, votivi, sepolcrali, letterari. In essi si manifesta il consueto studio formale, con i conseguenti effetti di armonia, eleganza, concisione; ma non mancano accenti di più sentita commozione quando Callimaco ricorda un fanciullo strappato al padre nel fiore delle speranze, una fanciulla dolce ed esperta di chiacchiere, favole, e giochi, che le sue compagne cercano invano, e l'amico Eraclito, morto in una terra lontana, con il quale tante volte il poeta aveva conversato fino al tramonto del sole. Non è sempre facile distinguere il confine che intercorre fra esperienza di vita e topos letterario, il che rende anche piuttosto problematico fissare una cronologia all'interno del corpus. Assai varia anche l'estensione dei singoli carmi, alcuni dei quali composti da un solo distico, altri dell'ampiezza di brevi elegie; né mancano esempi di uso dei metri lirici e di forme dialettali doriche, a rimarcare la ποικιλία («varietà») del poeta.

Gli Epigrammi

Di Callimaco possiamo leggere una sessantina di epigrammi, giunti a noi attraverso l'Antologia Palatina; il loro numero doveva essere però più elevato, se si considera che ci rimangono anche alcuni frammenti (393-402 Pf.) di epigrammi perduti.

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