- Le rime comico-borghesi
Accanto alla lirica stilnovistica e a quella politico-sociale si sviluppò anche una produzione di rime in stile comico-borghese, realistica nel lessico, nella composizione e nella scelta dei temi (esaltazione del denaro, insofferenza per il legame coniugale) e volutamente improntati al gusto dell'esagerazione, del paradosso e della caricatura. Fra gli iniziatori del genere, Rustico di Filippo. Di spiccata personalità fu Folgore da San Gimignano che, nella serie chiamata Corona dei mesi, celebrò i piaceri della vita spensierata di una nobile brigata.
- Cecco Angiolieri
Tra gli autori più significativi del genere satirico fu Cecco Angiolieri, che propose in chiave parodistica temi e motivi della lirica alta. Cantando il vino, il gioco, il denaro, raggiunse originali risultati tecnici , evidenti anche nel celeberrimo sonetto S'i' fosse foco.
- La prosa
Mentre la produzione poetica veniva composta quasi esclusivamente in volgare, la prosa era ancora, almeno fino alla metà del Duecento, affidata al latino. E proprio dal latino deriveranno le norme stilistiche e retoriche che presiederanno alla formazione della letteratura in prosa volgare. Un fenomeno di grande impatto furono i volgarizzamenti, cioè i rifacimenti in volgare di opere retoriche dell'età classica che fungevano da veri e propri manuali di stile. Tra le altre scritture in prosa ebbero particolarmente successo la cronachistica, la trattatistica morale e una serie di testi di intrattenimento, tra i quali il Novellino, che funse da riferimento per il Decameron di Bocccaccio e per la fondazione della novella italiana.
- Brunetto Latini
- Marco Polo
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