- Guido Guinizzelli
Contemporaneamente agli esperimenti portati avanti dai guittoniani, a Bologna Guido Guinizzelli (1230 ca. - 1276), pur restando anch'egli fedele all'insegnamento siciliano, si fa portavoce di una nuova poetica fondata sull'assoluta identità tra amore e cuore nobile, la caratterizzazione angelica della donna, la celebrazione dell'amata e del suo saluto dispensatore di salvezza morale. Rifiutando la ricercatezza di Guittone, Guinizzelli opta per uno stile dolce e leggiadro. Ma la vera svolta di Guinizzelli consiste nella matrice filosofica della sua lirica, che si fondava sull'idea del poeta dotato di cuore gentile. Nella celebre canzone Al cor gentil rempaira sempre amore, il poeta arriva a presentare il rapporto tra amore e cuore gentile nei termini di una perfetta e naturale identità.
- Dolce stil novo: movimento unitario?
Con questa etichetta si fa riferimento a un gruppo di Toscani che vissero tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento, legati tra loro da un rapporto di amicizia: Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Cino da Pistoia, Lapo Gianni, Gianni Alfani e Dino Frescobaldi. Oggi si tende a riconoscervi una certa compattezza nella condivisione di alcuni principi generali che, tuttavia, intraprendono un percorso autonomo ed originale in ciascun autore.
- La definizione
Nel XXIV canto del Purgatorio, Dante mette in bocca a Bonagiunta Orbicciani la definizione di Dolce stil novo, ponendolo come una sorta di ritrattazione che il poeta ha dopo la morte nei confronti delle critiche mosse in vita a Guinizzelli.
- Guido Cavalcanti
Altro grande esponente dello Stilnovo, Guido Cavalcanti ricevette nel 1300 la condanna all'esilio, durante il quale scrisse la famosa ballata Perch'io non spero di tornar giammai. Il suo canzoniere propone una visione dell'amore dai toni cupi e tragici, che si discostano da quelli tipici dello Stilnovo. Anche il linguaggio risente di questa prospettiva angosciosa e si discosta dall'euforia tonale degli altri Stilnovisti, come nella celebre canzone Donna me prega.
- Cino da Pistoia
Tra tutti gli autori stilnovisti, Cino da Pistoia fu certamente il più prolifico, con i suoi circa centocinquanta componimenti che cantano l'amore per Selvaggia. Vi si nota una particolare adesione al realismo e una certa capacità introspettiva che sembrano, per certi versi, anticipare il modello petrarchesco.
Nessun commento:
Posta un commento